Seduta vicino alla finestra alle tre di pomeriggio

“Di ritorno a casa!” disse. Le parole hanno un senso, le avrebbe potute pronunciare il vecchio con le basette…no, no, in realtà lui non ha parlato, ma tutto ha un senso… i cartelloni sulla soglia delle porte…i nomi sopra le vetrine dei negozi…la frutta rossa nelle cassette…” (V. Woolf).

Il volto umano al di sopra della pagina del giornale, al di sopra della linea tracciata dalle convenzioni, esprime molto di più, ha molto di più da dire. Parto da alcuni racconti selezionati di Virginia Woolf (“Un romanzo mai scritto”, “Il segno sul muro”, “Una società”, “Lunedì o martedì”, “Quartetto d’archi”, “La signora Dalloway in Bond Street”, “Felicità”, “La signora nello specchio: un’immagine riflessa”, “Gipsy, la cagnetta bastarda”), che erano per lei «piccole cose»: regali, piaceri che faceva a se stessa, specie in momenti ardui e difficili della vita, per portare il mio cuore a quella sorta di regalo. Provo a disseminare il mio sguardo su persone, oggetti, fiori, su dettagli – piccoli – una ruga su un volto, un sopracciglio asimmetrico o una piega di un vestito, per fluttuare negli abissi di grandi temi come il senso di solitudine della caducità umana, della impossibilità dì una vera comunicazione intima.

Questi racconti sono un luogo dalla conformazione mai vista e soprattutto fatti di acqua perché come diceva Virginia Woolf “l’acqua è una forma di comprensione, forse”. Partendo dalla parola, la cura verso la parola, la parola della Woolf, il suo fiume narrativo, prenderà vita attraverso la lente di ingrandimento posta sui personaggi secondari dei racconti scelti che custodiscono in se un messaggio profondo. Con lo sguardo e l’orecchio teso verso la vita per provare ad entrare in una delle domande chiave della prosa poetica di Virginia Woolf: che cosa è la realtà?

Organizzazione

“Seduta vicino alla finestra alle tre di pomeriggio #Passo 1 La verità?” è il primo di nove passi dedicati alla Woolf, il cui fulcro è una lettura per pochi intimi (massimo 30 spettatori), che vedrà in scena, attraverso lo streaming della piattaforma digitale Zoom, la stessa Emanuela Rolla, affiancata dall’attrice Selene Gandini e i ragazzi di Atlantide Lab (Greta Bertani, Francesco Biagetti, Luca Carrieri, Margherita Fabbri, Lucrezia Grasso, Riccardo Mori, Lorenzo Smiraglia, Francesca Vecchiato), per orchestrare il racconto “Lunedì o Martedì” in una vera e propria sinfonia di voci e volti sulla scenografia video curata dalla regista Cristina Perico.

Ad arricchire l’interpretazione, una serie di lettere della indimenticabile scrittrice per avvicinare il pubblico al suo mondo, alla sua poetica, alla sua sensibilità, per farla conoscere più a fondo, come donna e come artista e offrire l’opportunità di una riflessione con sé stessi. Progetto arricchito dalla collaborazione artistica per le illustrazioni di Maura Zanardi, gli elementi artistici della locandina realizzata da Rossella Speranza Irzo e il contributo di Luca Maschi per l’esplorazione dei contenuti e dei temi dell’intero progetto. Per garantirsi un’esperienza ancora più alternativa di un vero e proprio Teatro OFF e per prendere posto tra i 30 spettatori nel contenitore online di Atlantide 2.0.2.1., ad ogni incontro sarà necessario registrarsi gratuitamente dalla pagina di EventBrite dedicata per accedere al gruppo privato di Facebook: “Seduta vicino alla finestra alle tre di pomeriggio”.

“Seduta vicino alla finestra alle tre di pomeriggio” è costituito da vari racconti della Woolf che prenderanno vita man mano, è una sorta di riappropriazione di un tempo e uno spazio fondamentale per l’atto artistico, appuntamenti che diventano restituzioni e condivisioni con il pubblico.

Talk on line: “Alla finestra con Virginia”

Tra un passo e l’altro, la stessa Emanuela Rolla in compagnia della regista Cristina Perico, hanno dato il via ad una serie Talk online dal titolo: “ALLA FINESTRA CON VIRGINIA” nati con il desiderio di conoscere meglio gli artisti e i protagonisti del progetto di Atlantide 2.0.2.1., ma soprattutto per divulgare e fare emergere l’arte di Virginia Woolf attraverso incontri e viaggi nel pensiero e nella figura dell’autrice britannica. I talk “ALLA FINESTRA CON VIRGINIA” vogliono creare dialogo, condivisione, domande e curiosità, vicinanza e interazione con il pubblico, per entrare insieme nel mondo artistico della scrittrice. L’appuntamento è collocato nel caleidoscopio di Atlantide 2.0.2.1 ed è un invito aperto a un massimo di 30 persone.

Dati

Tale iniziativa ha permesso a 60 persone (per lo più donne) di avvicinarsi ai racconti e alla letteratura di Virginia Woolf. Alcune di queste già edotte, per altre è stata una piacevole scoperta e l’aggancio è stato entusiasmante. Si è creato un vero e proprio seguito di un nuovo pubblico innamorato del mondo e dello sguardo di Virginia Woolf.
Gli appuntamenti vengono periodicamente diffusi, una volta a settimana, via newsletter che conta circa 300 iscritti, il canale social di Atlantide 2.0.2.1 che conta quasi 500 followers, l’ufficio stampa è composto da 2 addette le quali diffondo tutti gli appuntamenti di Atlantide 2.0.2.1 e nello specifico articoli dedicati a questa esperienza culturale e artistica, dove fino ad oggi sono state contattate quasi 100 redazioni.

Atlantide 2.0.2.1

Atlantide 2.0.2.1. nasce dall’ideazione e il coordinamento artistico di Elena Arvigo che, in compagnia di circa 30 artisti e attori e attraverso podcast e video, ha creato l’occasione per condividere performance, letture, racconti e libere interpretazioni con il fine di rispondere alla domanda “Dov’è il teatro?”. Una delle risposte possibili è che il teatro sia laddove ci sono gli attori.

Qui nessuna possibilità è esclusa per nuove ipotesi di drammaturgia, riscrittura e rappresentazione. I progetti possono differire ampiamente fra loro per forma e complessità. Ogni progetto avrà come obiettivo la propria vitalità e la restituzione alla comunità “virtuale” sarà intesa come opportunità per gli artisti coinvolti di condividere con il pubblico parti del processo creativo – in una sorta di cantiere aperto – o l’opera finita. Per alcuni la restituzione avverrà con progressivi avvicinamenti performativi, per altri ci sarà la consegna dell’opera finita, per altri ancora è prevista la forma documentaristica o di inchiesta per meglio comprendere la realtà che ci circonda, o ancora altre possibilità da immaginare. I progetti sono autofinanziati dagli artisti e frutto della loro collaborazione.


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